Glossario Aska dei termini per il software B2B e l’IoT
INDICE
1 Digitalizzazione e trasformazione dei processi aziendali
1.2 Digitalizzazione dei processi
1.4 Automazione dei flussi di lavoro
1.10 KPI indicatore chiave di prestazione
2 Vendite B2B e gestione degli ordini
2.7 Validazione automatica dell’ordine
2.9 CRM customer relationship management
3 IoT e dispositivi connessi
3.9 Protocollo di comunicazione IoT
4 Integrazione dei dati tra ERP CRM e API
4.1 ERP enterprise resource planning
4.2 API application programming interface
5 Supply chain e gestione del magazzino
5.10 Ottimizzazione della filiera
6 Software modulare cloud e no code
1. Digitalizzazione e trasformazione dei processi aziendali
1.1 Trasformazione digitale
La trasformazione digitale è il processo con cui un’azienda integra tecnologie digitali in tutti i suoi processi, cambiando il modo in cui opera e crea valore per i clienti.
Non si tratta solo di introdurre nuovi strumenti, ma di ripensare i flussi operativi, dalle vendite alla supply chain, per renderli più efficienti e connessi tra loro. Una trasformazione digitale efficace parte dai processi reali dell’azienda e si adatta ad essi, invece di imporre soluzioni rigide che richiedono di stravolgere il modo di lavorare consolidato.
1.2 Digitalizzazione dei processi
La digitalizzazione dei processi consiste nel convertire attività manuali o basate su carta ed email in flussi digitali strutturati e tracciabili.
Un esempio tipico riguarda la gestione degli ordini B2B, spesso ancora affidata a fogli Excel e scambi di email tra sede e agenti. Digitalizzare questi processi significa sostituirli con un unico strumento che raccoglie i dati in tempo reale, riduce gli errori manuali e restituisce visibilità completa sullo stato di ogni attività.
1.3 Processo aziendale
Un processo aziendale è una sequenza organizzata di attività che un’azienda svolge per raggiungere un obiettivo operativo, come l’evasione di un ordine o la gestione di un ticket di assistenza.
Ogni azienda ha processi propri e spesso poco standardizzati, costruiti nel tempo in base a esigenze specifiche. Un software efficace non impone un modello unico, ma si configura sulla base dei processi reali già in uso, così da digitalizzarli senza stravolgerli.
1.4 Automazione dei flussi di lavoro
L’automazione dei flussi di lavoro (workflow automation) è l’insieme di tecnologie che eseguono automaticamente attività ripetitive, riducendo l’intervento manuale e i tempi di esecuzione.
Applicata alla gestione ordini o al supporto clienti, l’automazione dei flussi di lavoro può velocizzare la validazione di una richiesta, smistare un ticket al reparto corretto o aggiornare in automatico lo stato di una spedizione, liberando le persone da compiti a basso valore aggiunto.
1.5 Time to market
Il time to market è il tempo che intercorre tra l’ideazione di un prodotto o servizio e il suo effettivo lancio sul mercato.
Nel software aziendale, ridurre il time to market significa poter avviare un nuovo processo di vendita o un progetto IoT in settimane invece che in mesi, grazie a componenti già pronti e configurabili invece di uno sviluppo interamente da zero. Questo approccio consente di validare rapidamente nuove iniziative sul mercato.
1.6 Scalabilità del software
La scalabilità del software è la capacità di un sistema di mantenere prestazioni stabili e affidabili anche quando aumentano il numero di utenti, i dati gestiti o la complessità dei processi.
Un software scalabile accompagna la crescita dell’azienda senza richiedere una sostituzione della piattaforma: dalla startup alla grande impresa, la stessa base tecnologica continua a funzionare, adattandosi a nuovi moduli, nuovi mercati o nuovi volumi operativi.
1.7 Software modulare
Un software modulare è composto da componenti indipendenti, chiamati moduli, che possono essere attivati singolarmente in base alle esigenze specifiche di un’azienda.
Questo approccio permette di configurare solo gli strumenti realmente necessari, evitando di gestire funzionalità inutilizzate. Con il tempo è possibile aggiungere nuovi moduli, per esempio passando dalla sola gestione ordini B2B anche a moduli IoT, senza dover cambiare piattaforma.
1.8 Configuratore di prodotto
Un configuratore di prodotto è uno strumento digitale che permette a un cliente o a un agente di personalizzare un prodotto scegliendo tra opzioni, varianti e componenti disponibili.
Nel B2B è particolarmente utile per settori come il lusso o l’arredamento, dove un catalogo digitale con configuratore riduce gli errori di ordine legati a varianti complesse e velocizza il processo di vendita rispetto a listini cartacei o email di conferma.
1.9 Dashboard aziendale
Una dashboard aziendale è un’interfaccia visiva che aggrega dati provenienti da diversi processi o sistemi, mostrandoli in forma di grafici, indicatori e report consultabili in tempo reale.
Una buona dashboard permette di monitorare, per esempio, lo stato degli ordini, le performance della rete agenti o i dati raccolti da dispositivi IoT, aggregando informazioni secondo le esigenze specifiche di ogni reparto invece di richiedere esportazioni manuali da più sistemi separati.
1.10 KPI indicatore chiave di prestazione
Un KPI (indicatore chiave di prestazione) è una metrica misurabile usata per valutare l’efficacia di un processo aziendale rispetto a un obiettivo definito.
Nella digitalizzazione dei processi, i KPI permettono di verificare concretamente l’impatto di un nuovo strumento, per esempio la riduzione degli errori d’ordine o l’aumento dell’efficienza della rete agenti, trasformando un progetto software in risultati misurabili nel tempo.
2. Vendite B2B e gestione degli ordini
2.1 Vendita B2B
La vendita B2B (business to business) è la compravendita di prodotti o servizi tra due aziende, distinta dalla vendita al consumatore finale (B2C).
Le vendite B2B coinvolgono spesso processi più articolati rispetto al B2C, come listini personalizzati per cliente, reti di agenti sul territorio e volumi d’ordine più elevati. Digitalizzare questi processi con un portale dedicato riduce gli errori e velocizza il ciclo tra ordine e consegna.
2.2 Portale B2B
Un portale B2B è una piattaforma digitale attraverso cui aziende clienti o agenti possono consultare cataloghi, inserire ordini e monitorarne lo stato in autonomia.
Sostituendo scambi di email e fogli Excel con un’unica fonte di verità, un portale B2B su misura offre visibilità completa sugli ordini a tutti i reparti coinvolti e integra automaticamente i dati con il gestionale ERP aziendale, riducendo gli errori di trascrizione.
2.3 Gestione degli ordini
La gestione degli ordini è il processo che copre l’intero ciclo di vita di un ordine, dall’inserimento alla validazione, fino all’evasione e alla consegna.
Una gestione ordini digitalizzata centralizza ogni fase in un unico strumento, riducendo il rischio di errori tipico degli scambi manuali tra agenti, sede e magazzino. L’integrazione con l’ERP garantisce inoltre che i dati restino coerenti lungo tutta la filiera.
2.4 Rete agenti
La rete agenti è l’insieme dei venditori che operano sul territorio per conto di un’azienda, raccogliendo ordini e mantenendo il contatto diretto con i clienti.
Digitalizzare la rete agenti significa fornire ai venditori strumenti mobili per consultare cataloghi aggiornati, verificare disponibilità e inserire ordini in tempo reale, riducendo le comunicazioni ridondanti tra sede e territorio e velocizzando l’intero ciclo di vendita.
2.5 Configuratore di vendita
Un configuratore di vendita è uno strumento che guida agenti o clienti nella composizione di un ordine complesso, verificando automaticamente vincoli, disponibilità e prezzi.
Applicato a settori con cataloghi ampi o varianti numerose, un configuratore di vendita riduce drasticamente gli errori d’ordine legati a combinazioni non valide, un problema comune quando la selezione avviene manualmente su listini cartacei o fogli di calcolo condivisi via email.
2.6 Catalogo digitale
Un catalogo digitale è la versione elettronica e aggiornabile del catalogo prodotti di un’azienda, consultabile online da clienti, agenti o partner commerciali.
A differenza del catalogo cartaceo, quello digitale si aggiorna in tempo reale con disponibilità, prezzi e varianti, evitando ordini basati su informazioni obsolete. Integrato con un configuratore, diventa uno strumento centrale per la vendita B2B in settori con cataloghi complessi.
2.7 Validazione automatica dell’ordine
La validazione automatica dell’ordine è un controllo eseguito dal sistema che verifica la correttezza di un ordine, ad esempio disponibilità, prezzi o combinazioni di prodotto, prima che venga confermato.
Questo meccanismo riduce sensibilmente gli errori umani tipici della raccolta ordini manuale, intercettando incongruenze prima che arrivino al magazzino o alla produzione. In contesti con volumi elevati, la validazione automatica può azzerare quasi del tutto gli errori d’ordine nel B2B.
2.8 Listino prezzi dinamico
Un listino prezzi dinamico è un elenco di prezzi che si aggiorna automaticamente in base a condizioni come il cliente, il volume d’ordine o le promozioni attive.
A differenza di un listino statico su carta o file, un listino dinamico integrato nel portale B2B garantisce che ogni agente o cliente veda sempre le condizioni corrette, riducendo contestazioni e allineando automaticamente i prezzi tra i diversi canali di vendita.
2.9 CRM customer relationship management
Il CRM (customer relationship management) è il sistema che raccoglie e organizza le informazioni sui clienti, dalle anagrafiche allo storico degli ordini e delle interazioni commerciali.
Integrare il CRM con i moduli di vendita B2B permette di avere una visione unica del cliente, utile sia agli agenti sul territorio sia al customer service, senza dover consultare più sistemi separati per ricostruire lo storico di una relazione commerciale.
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2.10 Customer journey B2B
Il customer journey B2B è il percorso che un’azienda cliente compie dal primo contatto fino all’acquisto ricorrente, comprendendo tutte le interazioni con il fornitore lungo questo tragitto.
Nel B2B il percorso coinvolge spesso più figure aziendali e cicli di decisione più lunghi rispetto al B2C. Digitalizzare i punti di contatto, come il portale ordini o il supporto post vendita, aiuta a rendere il percorso più fluido e a ridurre gli attriti operativi.
3. IoT e dispositivi connessi
3.1 IoT internet of things
L’IoT (internet of things) è la rete di dispositivi fisici dotati di sensori e connettività che raccolgono e scambiano dati tramite internet.
In ambito industriale, l’IoT permette di monitorare a distanza macchinari e impianti, raccogliendo dati su utilizzo, temperatura o consumi. Questi dati possono poi alimentare dashboard aziendali o attivare processi automatici, come una richiesta di manutenzione quando un parametro supera una soglia predefinita.
3.2 Dispositivo connesso
Un dispositivo connesso è un oggetto fisico dotato di sensori e capacità di comunicazione che gli permettono di trasmettere dati a una piattaforma software.
Costruire prodotti IoT personalizzati parte proprio dai dispositivi connessi, che diventano la fonte primaria di dati per il resto del sistema. Un dispositivo connesso ben progettato deve garantire affidabilità nella trasmissione dei dati anche in condizioni operative non ideali, come reti instabili o ambienti industriali complessi.
3.3 Gateway IoT
Un gateway IoT è il componente hardware o software che raccoglie i dati provenienti da più dispositivi connessi e li inoltra verso una piattaforma centrale, spesso traducendo tra protocolli diversi.
Il gateway svolge un ruolo cruciale quando dispositivi diversi utilizzano protocolli di comunicazione incompatibili tra loro, normalizzando i dati in un formato comune prima di inviarli alla piattaforma e semplificando l’integrazione tra hardware eterogeneo e sistemi software aziendali.
3.4 Telemetria
La telemetria è la raccolta automatica di dati a distanza da un dispositivo o un impianto, trasmessi in tempo reale a un sistema di monitoraggio.
Applicata a macchinari industriali, la telemetria permette di osservare parametri come temperatura, vibrazioni o consumi energetici senza necessità di controlli manuali sul posto, fornendo la base dati necessaria per analisi avanzate e per l’attivazione di manutenzione predittiva.
3.5 Manutenzione predittiva
La manutenzione predittiva è un approccio che utilizza dati raccolti da sensori per prevedere un guasto prima che si verifichi, pianificando l’intervento tecnico al momento più opportuno.
A differenza della manutenzione programmata a calendario, quella predittiva si basa su segnali reali provenienti dal macchinario, come variazioni di vibrazione o temperatura, riducendo sia i fermi macchina imprevisti sia gli interventi di manutenzione non necessari.
3.6 Sensore industriale
Un sensore industriale è un dispositivo che rileva una grandezza fisica, come temperatura, pressione o vibrazione, e la converte in un dato digitale leggibile da un sistema software.
I sensori industriali sono il punto di partenza di ogni progetto IoT applicato agli impianti: la qualità e la frequenza dei dati raccolti determinano l’affidabilità delle analisi successive, dal semplice monitoraggio fino agli algoritmi di manutenzione predittiva.
3.7 Edge computing
L’edge computing è l’elaborazione dei dati direttamente vicino alla fonte, sul dispositivo stesso o su un gateway locale, invece di inviarli tutti a un server centrale remoto.
Questo approccio riduce la latenza e il volume di dati trasmessi in rete, un vantaggio importante quando serve una risposta quasi immediata, come l’arresto automatico di un macchinario al superamento di una soglia critica di sicurezza.
3.8 Digital twin
Un digital twin (gemello digitale) è la rappresentazione virtuale di un macchinario, impianto o processo, aggiornata in tempo reale con i dati raccolti dal corrispondente sistema fisico.
Il digital twin permette di simulare scenari, testare modifiche o analizzare performance senza intervenire direttamente sull’impianto reale, offrendo uno strumento utile sia per l’ottimizzazione operativa sia per la formazione del personale su processi complessi.
3.9 Protocollo di comunicazione IoT
Un protocollo di comunicazione IoT è l’insieme di regole standard che permette a dispositivi diversi di scambiarsi dati in modo compatibile, ad esempio MQTT, CoAP o Modbus.
La scelta del protocollo influisce su consumo energetico, banda richiesta e affidabilità della trasmissione. In un progetto IoT con dispositivi eterogenei, spesso è necessario un gateway capace di tradurre tra protocolli diversi per garantire l’interoperabilità dell’intero sistema.
3.10 Piattaforma IoT
Una piattaforma IoT è il software centrale che raccoglie, elabora e rende disponibili i dati provenienti da dispositivi connessi, offrendo strumenti di analisi, dashboard e automazioni.
Una piattaforma IoT modulare permette di costruire soluzioni personalizzate partendo da componenti pronti, come la gestione dei dispositivi o le dashboard di monitoraggio, senza dover sviluppare da zero l’intera infrastruttura software necessaria a un progetto connesso.
4. Integrazione dei dati tra ERP CRM e API
4.1 ERP enterprise resource planning
L’ERP (enterprise resource planning) è il sistema gestionale che centralizza i processi core di un’azienda, come contabilità, magazzino, acquisti e produzione, in un’unica piattaforma. Integrare un software di vendita o IoT con l’ERP esistente evita la duplicazione manuale dei dati tra sistemi diversi: un ordine inserito nel portale B2B, per esempio, può aggiornare automaticamente magazzino e contabilità senza ulteriori passaggi manuali.
4.2 API application programming interface
Un’API (application programming interface) è un’interfaccia che permette a due software diversi di scambiarsi dati e funzionalità in modo automatico e strutturato. Le API sono lo strumento tecnico che rende possibile l’integrazione tra sistemi come ERP, CRM o dispositivi IoT, senza dover riscrivere ciascun sistema da zero. Un’architettura basata su API ben documentate rende più semplice collegare nuovi strumenti nel tempo.
4.3 Approccio api first
L’approccio api first è una scelta architetturale in cui un software viene progettato mettendo le API al centro fin dall’inizio, in modo da facilitare future integrazioni con altri sistemi. Un software costruito con approccio api first si integra più facilmente con ERP, CRM, macchinari e servizi terzi già presenti in azienda, perché ogni funzionalità è pensata per essere accessibile anche da sistemi esterni, non solo dall’interfaccia utente principale.
4.4 Integrazione dei sistemi
L’integrazione dei sistemi è il collegamento tra più software aziendali affinché possano scambiarsi dati automaticamente, senza intervento manuale. Un’integrazione efficace tra vendite, magazzino e dispositivi IoT permette di avere una visione unica dell’operatività aziendale, evitando che le informazioni restino isolate in sistemi separati e riducendo il tempo speso a riconciliare manualmente dati provenienti da fonti diverse.
4.5 Middleware
Il middleware è il livello software che fa da intermediario tra sistemi diversi, gestendo la trasformazione e il passaggio dei dati tra un’applicazione e l’altra. Quando due sistemi non parlano lo stesso linguaggio, per esempio un ERP legacy e una piattaforma cloud moderna, il middleware traduce e normalizza i dati scambiati, rendendo possibile un’integrazione affidabile anche tra tecnologie nate in epoche diverse.
4.6 Dato strutturato
Un dato strutturato è un’informazione organizzata secondo un formato prevedibile e facilmente interrogabile, come le righe e colonne di un database. I dati provenienti da ordini, anagrafiche clienti o transazioni sono tipicamente strutturati, il che li rende immediati da aggregare e analizzare. Gestire correttamente questa tipologia di dati è alla base di dashboard affidabili e report coerenti tra i diversi reparti aziendali.
4.7 Dato non strutturato
Un dato non strutturato è un’informazione priva di un formato predefinito, come un’email, un documento di testo o un’immagine, più difficile da elaborare automaticamente rispetto a un dato strutturato. Molte aziende gestiscono ancora processi basati su email e documenti non strutturati, come conferme d’ordine scambiate manualmente. Digitalizzare questi flussi in formati strutturati riduce gli errori di interpretazione e rende i dati realmente utilizzabili per analisi e automazioni.
4.8 Sincronizzazione dei dati
La sincronizzazione dei dati è il processo che mantiene allineate le informazioni tra più sistemi, in modo che una modifica in un punto si rifletta automaticamente ovunque necessario. Senza sincronizzazione, un aggiornamento di prezzo nel listino o una variazione di magazzino rischia di non essere visibile in tempo reale su tutti i canali, portando a ordini basati su dati non più validi. Una sincronizzazione affidabile è quindi centrale in ogni integrazione tra sistemi.
4.9 Single source of truth
La single source of truth (fonte unica di verità) è il principio secondo cui un’informazione ha un’unica origine autorevole, a cui tutti i sistemi collegati fanno riferimento. Applicato agli ordini B2B, questo principio significa sostituire fogli Excel e email sparsi con un unico strumento che diventa il riferimento condiviso da vendite, magazzino e amministrazione, eliminando le discrepanze che nascono quando la stessa informazione viene gestita in più posti separatamente.
4.10 Interoperabilità
L’interoperabilità è la capacità di sistemi diversi, spesso di fornitori differenti, di funzionare insieme e scambiarsi dati senza richiedere sviluppi personalizzati per ogni singola connessione. In un contesto aziendale con ERP, CRM, dispositivi IoT e servizi terzi, un buon livello di interoperabilità riduce drasticamente i tempi e i costi di integrazione, perché ogni nuovo sistema può collegarsi agli altri seguendo standard e API già previsti.
5. Supply chain e gestione del magazzino
5.1 Supply chain
La supply chain è l’insieme delle fasi che portano un prodotto dal fornitore di materie prime fino al cliente finale, comprendendo produzione, magazzino, logistica e distribuzione.
Digitalizzare la supply chain significa avere visibilità in tempo reale su ogni fase del processo, riducendo i tempi morti tra un passaggio e l’altro. Un esempio concreto è la sostituzione di fogli di calcolo condivisi via email con un’unica piattaforma consultabile da tutti i reparti coinvolti.
5.2 Gestione del magazzino
La gestione del magazzino comprende tutte le attività legate al ricevimento, allo stoccaggio e alla movimentazione delle merci all’interno di uno o più spazi di stoccaggio.
Una gestione del magazzino digitalizzata offre visibilità in tempo reale sulle giacenze, riducendo il rischio di vendere prodotti non disponibili o di accumulare scorte inutili. L’integrazione con gli ordini B2B permette inoltre di aggiornare automaticamente le quantità disponibili a ogni movimentazione.
5.3 Filiera aziendale
La filiera aziendale è l’insieme dei processi e degli attori, interni ed esterni, coinvolti nella creazione e nella consegna di un prodotto o servizio.
Integrare e automatizzare l’operatività lungo tutta la filiera aziendale significa collegare vendite, magazzino, produzione e dispositivi connessi in un flusso di dati continuo, invece di gestire ogni fase con strumenti separati che richiedono riconciliazioni manuali.
5.4 Tracciabilità
La tracciabilità è la capacità di ricostruire il percorso di un prodotto o di un ordine lungo tutte le fasi del processo, dall’origine fino alla consegna.
Una buona tracciabilità permette di rispondere rapidamente a domande come dove si trova un ordine o quando è stata movimentata una merce, un requisito sempre più richiesto sia per motivi normativi sia per garantire trasparenza verso i clienti finali.
5.5 Gestione degli asset
La gestione degli asset è il monitoraggio e il controllo di beni fisici aziendali, come macchinari o dispositivi, lungo tutto il loro ciclo di vita operativo.
Collegare gli asset a dispositivi IoT permette di monitorarne in tempo reale stato, utilizzo e necessità di manutenzione, offrendo visibilità completa su ogni bene aziendale invece di affidarsi a controlli periodici manuali spesso incompleti o in ritardo.
5.6 Inventario
L’inventario è l’elenco aggiornato delle quantità di merce disponibili in magazzino in un determinato momento.
Un inventario aggiornato in tempo reale, collegato agli ordini in ingresso e in uscita, evita discrepanze tra ciò che risulta disponibile a sistema e ciò che è effettivamente presente fisicamente, un problema comune quando l’aggiornamento avviene manualmente o con ritardo.
5.7 Logistica distributiva
La logistica distributiva è l’insieme delle attività legate al trasporto e alla consegna dei prodotti dal magazzino fino al cliente finale.
Integrare i dati di logistica distributiva con il sistema di gestione ordini permette di comunicare tempi di consegna più affidabili e di intercettare tempestivamente eventuali ritardi, migliorando la trasparenza verso i clienti B2B lungo tutta la fase di consegna.
5.8 Fornitore
Un fornitore (vendor) è l’azienda o il soggetto che fornisce materie prime, componenti, prodotti o servizi necessari all’attività di un’altra azienda.
Integrare i sistemi dei fornitori con la propria piattaforma di gestione permette di automatizzare processi come gli ordini di acquisto o il monitoraggio delle consegne, riducendo lo scambio manuale di documenti ed email tra le due organizzazioni.
5.9 Ordine di acquisto
Un ordine di acquisto è il documento con cui un’azienda formalizza la richiesta di prodotti o servizi a un fornitore, specificando quantità, prezzi e condizioni.
Digitalizzare gli ordini di acquisto, collegandoli direttamente a magazzino ed ERP, riduce gli errori di trascrizione e permette di verificare in automatico la disponibilità e la coerenza dell’ordine prima che venga inviato al fornitore.
5.10 Ottimizzazione della filiera
L’ottimizzazione della filiera è il miglioramento continuo dei processi che compongono la supply chain, con l’obiettivo di ridurre costi, tempi e inefficienze operative.
L’ottimizzazione della filiera si basa spesso sull’analisi di dati raccolti lungo l’intero processo, dalla gestione degli ordini fino alla logistica, per individuare colli di bottiglia e automatizzare le attività che generano maggiore inefficienza o rischio di errore.
6. Software modulare cloud e no code
6.1 SaaS software as a service
Il SaaS (software as a service) è un modello di distribuzione del software in cui l’applicazione è ospitata dal fornitore e resa disponibile agli utenti tramite abbonamento, senza necessità di installazione locale.
Rispetto a un software installato on premise, il modello SaaS riduce i costi iniziali e gli oneri di manutenzione tecnica, poiché aggiornamenti e infrastruttura restano a carico del fornitore, mentre l’azienda cliente accede al servizio semplicemente tramite browser o applicazione.
L’approfondimento sul SaaS nel blog Aska
6.2 Cloud computing
Il cloud computing è l’erogazione di risorse informatiche, come server, storage o software, tramite internet invece che tramite infrastrutture fisiche gestite direttamente dall’azienda.
Adottare il cloud computing permette di scalare rapidamente le risorse in base alle necessità operative, senza dover investire in hardware proprio, un vantaggio particolarmente rilevante per aziende che vogliono lanciare nuovi progetti software in tempi rapidi e con costi più prevedibili.
6.3 No code
Il no code è un approccio allo sviluppo software che permette di costruire applicazioni e processi tramite interfacce visive, senza scrivere codice di programmazione.
Grazie a strumenti no code, team non tecnici possono configurare griglie, liste o flussi operativi in autonomia, riducendo la dipendenza da sviluppo custom per ogni singola personalizzazione e accelerando il time to market di nuove soluzioni digitali.
6.4 Low code
Il low code è un approccio allo sviluppo software che riduce la quantità di codice necessaria a costruire un’applicazione, combinando componenti visivi con la possibilità di personalizzazioni tramite codice.
A differenza del no code puro, l’approccio low code lascia spazio a sviluppatori per intervenire su logiche più complesse quando necessario, offrendo un buon equilibrio tra velocità di configurazione e possibilità di personalizzazione profonda per esigenze specifiche.
6.5 Architettura modulare
Un’architettura modulare è una struttura software composta da componenti indipendenti che possono essere combinati, sostituiti o ampliati senza dover riprogettare l’intero sistema.
Questo tipo di architettura è alla base dei software costruiti per adattarsi e crescere nel tempo: nuovi moduli possono essere aggiunti quando servono, senza impattare sulle funzionalità già attive, rendendo più semplice far evolvere la piattaforma insieme all’azienda.
Come funziona la piattaforma Aska
6.6 Componente software
Un componente software è un elemento autonomo e riutilizzabile di un’applicazione, che svolge una funzione specifica e può essere combinato con altri componenti per costruire soluzioni più complesse.
In un’architettura modulare, i componenti già pronti, come griglie, liste o gateway per servizi terzi, permettono di costruire interfacce e processi personalizzati sfruttando elementi già sviluppati e testati, invece di partire ogni volta da zero.
6.7 Ambiente on premise
Un ambiente on premise è un’infrastruttura software installata e gestita direttamente sui server fisici dell’azienda, invece che ospitata nel cloud da un fornitore esterno.
Alcune aziende scelgono ancora l’ambiente on premise per ragioni di controllo diretto sui dati o per vincoli normativi specifici del settore. La scelta tra on premise e cloud dipende spesso da esigenze di sicurezza, personalizzazione e infrastruttura già presenti in azienda.
6.8 Licenza software
Una licenza software è l’accordo che stabilisce le condizioni con cui un’azienda può utilizzare un determinato software, inclusi limiti di utenti, funzionalità o durata.
Nei modelli modulari, la licenza può essere strutturata per moduli attivati, permettendo all’azienda di pagare solo per gli strumenti realmente utilizzati e di ampliare la licenza nel tempo man mano che vengono attivate nuove funzionalità o nuovi moduli.
6.9 Sicurezza dei dati
La sicurezza dei dati è l’insieme delle misure tecniche e organizzative adottate per proteggere le informazioni aziendali da accessi non autorizzati, perdite o violazioni.
Con l’aumento dell’integrazione tra sistemi, ERP, CRM e dispositivi IoT, garantire la sicurezza dei dati lungo tutto il flusso diventa centrale, sia per la protezione delle informazioni sensibili sia per la conformità alle normative applicabili al settore in cui opera l’azienda.
6.10 Manutenzione del software
La manutenzione del software comprende le attività di aggiornamento, correzione e miglioramento continuo di un’applicazione dopo il suo rilascio iniziale.
In un modello SaaS o cloud, la manutenzione del software è generalmente a carico del fornitore, che si occupa di aggiornamenti, sicurezza e correzioni, permettendo all’azienda cliente di concentrarsi sull’utilizzo dello strumento invece che sulla sua gestione tecnica.
