Software tracciabilità dei lotti alimentari

da | Ultimo aggiornamento Jun 24, 2026 | Sviluppo Software

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Un software di tracciabilità per lotti alimentari consente di registrare, monitorare e ricostruire in tempo reale il percorso di ogni lotto – dall’ingresso delle materie prime alla spedizione del prodotto finito – garantendo conformità a ISO 22000, HACCP e Regolamento CE 178/2002. Sostituisce fogli Excel e registri cartacei con un sistema digitale integrato, capace di gestire scadenze, schede tecniche, non conformità e ritiri di prodotto in pochi click.

Hai appena ottenuto la certificazione ISO 22000. Oppure la stai mantenendo da qualche anno, e ogni audit interno ti ricorda che la gestione dei lotti gira ancora su un foglio Excel condiviso, aggiornato a mano da tre persone diverse. Quando arriva un’ispezione ASL o NAS, il respiro si accorcia. Non perché manchino le informazioni, ma perché trovarle in tempo – e presentarle in modo coerente – diventa un’operazione da stress test. Il problema non è la certificazione. Il problema è che la certificazione impone standard che i processi manuali non riescono a sostenere nel tempo, soprattutto quando l’azienda cresce, le referenze aumentano e la filiera si complica. Questo articolo spiega perché la tracciabilità dei lotti alimentari ha bisogno di un sistema digitale dedicato, quali sono i requisiti normativi concreti, e come un software modulare come Aska può integrarsi nella tua infrastruttura esistente senza ribaltare tutto.

Tracciabilità e rintracciabilità alimentare: cosa dice la legge

Il regolamento CE 178/2002 e l’obbligo per le aziende alimentari

Il punto di partenza è il Regolamento CE 178/2002, che dal 1° gennaio 2005 obbliga tutte le aziende che operano nella filiera alimentare – produttori, trasformatori, distributori, importatori – a disporre di sistemi e procedure capaci di rintracciare qualsiasi alimento, mangime, animale destinato alla produzione alimentare o sostanza incorporata in un alimento o in un mangime, in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. In termini operativi, questo significa essere in grado di rispondere a queste domande in pochi minuti: da quale fornitore proviene questa materia prima? Quale lotto di produzione ha generato questo lotto di prodotto finito? A quali clienti è stato consegnato quel lotto? Se non riesci a rispondere con dati tracciati e documentati, sei fuori conformità – e le sanzioni previste sono tutt’altro che simboliche.

La norma introduce anche il principio della “rintracciabilità a un passo”: ogni operatore deve identificare il proprio fornitore diretto e il proprio cliente diretto. Ma la realtà dei controlli è più esigente: durante un’ispezione, le autorità si aspettano di poter ricostruire l’intera catena in tempi brevi, il che richiede un sistema strutturato, non una serie di email e DDT cartacei.

ISO 22000: i requisiti specifici sulla rintracciabilità di lotto

La certificazione ISO 22000 – lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare – va oltre il semplice obbligo normativo. Il punto 8.3 della norma stabilisce che l’organizzazione deve stabilire e applicare un sistema di rintracciabilità in grado di identificare i lotti di prodotto finito e la loro relazione con le materie prime, le fasi di lavorazione e i registri di consegna. In pratica, ISO 22000 richiede: l’identificazione univoca di ogni lotto in ogni fase del processo, la documentazione dei movimenti (entrata, lavorazione, uscita), la capacità di eseguire prove periodiche di rintracciabilità – i cosiddetti mock recall, ovvero simulazioni di ritiro prodotto – e la verifica che il sistema funzioni entro i tempi previsti. Questi test vengono richiesti durante gli audit di sorveglianza e di rinnovo della certificazione.

Il punto critico: ISO 22000 non specifica come il sistema di rintracciabilità debba essere implementato – se su carta, su Excel o su software. Ma specifica che deve essere efficace, verificabile e tempestivo. Un sistema manuale può essere conforme sulla carta, ma raramente lo è nei fatti quando il numero di lotti supera una certa soglia o quando un ritiro reale si rende necessario nel giro di poche ore. Un’azienda certificata ISO 22000 che gestisce la tracciabilità su Excel non è automaticamente non conforme, ma si espone a rischi significativi durante i mock recall e le ispezioni reali. Il tempo medio di completamento di un mock recall manuale è incompatibile con le aspettative dei certificatori.

HACCP e tracciabilità: il collegamento operativo

Il sistema HACCP – Hazard Analysis and Critical Control Points – è il framework di riferimento per la sicurezza alimentare, ed è integrato all’interno di ISO 22000. Dal punto di vista della tracciabilità, l’HACCP impone il controllo dei punti critici lungo la catena produttiva, e questo controllo deve essere documentato e collegato ai lotti di produzione. Significa che ogni deviazione rilevata in un punto critico di controllo – una temperatura anomala, un parametro chimico fuori tolleranza, una contaminazione sospetta – deve essere immediatamente associata al lotto interessato e deve attivare una procedura di non conformità con relativa gestione. Se questo collegamento non è automatico, il rischio è che un’anomalia sfugga, o che la sua gestione sia tardiva e difficilmente difendibile in sede di ispezione.

 

Il problema reale: perché Excel non è una soluzione a lungo termine

I limiti della gestione manuale nella tracciabilità alimentare

Molte aziende del settore alimentare – anche strutturate, con fatturati importanti e certificazioni in corso – continuano a gestire la tracciabilità dei lotti con strumenti nati per altri scopi: fogli Excel, registri cartacei, email, sistemi di archiviazione locali non integrati. Questa scelta, spesso giustificata dal contenimento dei costi o dalla familiarità degli operatori con gli strumenti esistenti, genera una serie di problemi concreti che emergono esattamente nei momenti peggiori. Il primo problema è l’errore umano. Un campo compilato in modo errato, un lotto duplicato, una riga cancellata per sbaglio, una versione del file non aggiornata: in un sistema manuale, ogni operazione è una potenziale fonte di inconsistenza.

Il secondo problema è la velocità di risposta. Quando arriva un’ispezione – o peggio, quando si deve gestire un ritiro prodotto reale – il tempo a disposizione si misura in ore, non in giorni. Ricostruire manualmente la catena di tracciabilità di un lotto con documenti sparsi tra uffici, magazzini e archivi digitali non integrati è una corsa contro il tempo ad alto rischio. Il terzo problema, spesso sottovalutato, è la scalabilità. Una gestione manuale che funzionava con 50 referenze inizia a scricchiolare con 200, e collassa con 500. Man mano che l’azienda cresce – nuovi prodotti, nuovi fornitori, nuovi canali distributivi – la complessità della tracciabilità cresce in modo non lineare, e gli strumenti manuali non tengono il passo.

Cosa succede durante un’ispezione ASL o NAS

Le ispezioni da parte delle autorità sanitarie competenti – ASL, NAS dei Carabinieri, ICQRF per i prodotti agroalimentari – si svolgono spesso senza preavviso o con preavvisi molto brevi. Il personale ispettivo ha il diritto di richiedere la documentazione di tracciabilità relativa a uno o più lotti specifici e di verificare che le informazioni siano complete, coerenti e immediatamente reperibili. In concreto, un ispettore può chiedere: mostrami tutti i prodotti fabbricati con questo lotto di materia prima.

Oppure: dimmi a quali clienti è stato spedito questo lotto di prodotto finito e quando. Se la risposta richiede più di qualche minuto – o se emergono incongruenze tra i documenti presentati – si apre una procedura di verifica approfondita che può portare a richiami di prodotto, sospensioni cautelative e sanzioni amministrative. Un sistema digitale integrato risponde a queste richieste in tempo reale, con un report strutturato che include la storia completa del lotto: ingresso materia prima, fornitori, lavorazioni intermedie, parametri di controllo qualità, prodotti finiti generati, destinatari della consegna, date e quantità. La differenza tra un sistema manuale e uno digitale, in questo momento, è la differenza tra una risposta sicura e una gestione in emergenza.

Come funziona un software di tracciabilità per lotti alimentari

Le funzionalità core di un sistema digitale efficace

Un software di tracciabilità alimentare progettato per rispondere ai requisiti di ISO 22000 e HACCP deve coprire l’intero ciclo di vita del lotto, dalla ricezione delle materie prime alla spedizione del prodotto finito. Non si tratta di un modulo aggiuntivo da affiancare all’ERP, ma di un sistema che dialoga con tutti i processi aziendali e li rende tracciabili in modo strutturato e verificabile. Le funzionalità essenziali che un sistema efficace deve garantire includono la gestione dei lotti in ingresso – con registrazione del fornitore, data di ricezione, quantità, numero di lotto del fornitore, data di scadenza o shelf life e parametri di controllo qualità all’accettazione.

Ogni lotto ricevuto deve essere associato a un codice univoco che lo segue lungo tutta la catena produttiva. Durante la fase di lavorazione, il sistema deve essere in grado di gestire le trasformazioni: un lotto di materia prima può diventare un semilavorato, che a sua volta entra nella produzione di un prodotto finito, generando un nuovo lotto con una nuova identità ma una storia tracciata che include tutti i lotti di input. Questo collegamento bidirezionale è il cuore della rintracciabilità: permette di risalire dai prodotti finiti alle origini, ma anche di identificare tutti i prodotti finiti che potrebbero essere stati impattati da un problema in una specifica materia prima.

Gestione scadenze e logiche FEFO

La gestione delle scadenze è uno degli aspetti più critici nella tracciabilità alimentare, e uno dei più difficili da controllare manualmente quando le referenze sono numerose. Un sistema digitale strutturato deve implementare la logica FEFO – First Expired, First Out – che garantisce che i prodotti con scadenza più vicina vengano prelevati e spediti per primi, riducendo sprechi e rischi di conformità. Il sistema deve generare alert automatici quando un lotto si avvicina alla scadenza, distinguendo tra le scadenze delle materie prime in magazzino, quelle dei semilavorati in lavorazione e quelle dei prodotti finiti in attesa di spedizione.

Ogni avviso deve essere configurabile in base alla tipologia di prodotto e ai tempi operativi necessari per gestire la situazione prima che diventi un problema. La gestione delle schede tecniche di prodotto è strettamente connessa alla gestione delle scadenze: ogni prodotto ha parametri di shelf life che dipendono dalle materie prime utilizzate, dalle condizioni di lavorazione e di stoccaggio. Un software integrato rende queste informazioni accessibili e aggiornabili in tempo reale, elimina il rischio di versioni obsolete circolanti in azienda e garantisce che ogni operatore lavori sempre con i dati correnti.

Gestione non conformità e ritiro prodotti (recall)

La procedura di gestione delle non conformità è uno dei processi più delicati per un’azienda alimentare certificata, e uno di quelli in cui la differenza tra un sistema digitale e uno manuale è più evidente. Una non conformità può emergere da un controllo qualità interno, da una segnalazione di un cliente o da un’allerta sanitaria esterna. In ogni caso, la risposta deve essere rapida, documentata e tracciabile.

Un sistema di tracciabilità integrato consente di bloccare immediatamente il lotto non conforme, identificare automaticamente tutti i prodotti finiti che includono quel lotto di materia prima, generare l’elenco dei clienti destinatari con le relative quantità spedite e date di consegna, e avviare la procedura di ritiro o richiamo con la documentazione necessaria per la notifica alle autorità competenti. Il mock recall – la simulazione periodica di un ritiro prodotto richiesta da ISO 22000 – diventa un test che si completa in pochi minuti invece che in ore. Il sistema genera automaticamente tutti i dati necessari e li presenta in un formato strutturato, pronto per la verifica dell’auditor.

Questo non è solo un vantaggio operativo: è una dimostrazione concreta dell’efficacia del sistema di gestione della sicurezza alimentare. Secondo le linee guida ISO 22000, un mock recall deve essere completato entro i tempi definiti nel piano di rintracciabilità dell’organizzazione. In un sistema manuale, questi tempi raramente vengono rispettati in condizioni reali di stress operativo.

Aska: Digitalizzazione su misura per i Processi Alimentari

Un framework modulare che si integra con i sistemi esistenti

Aska non è un software verticale per il settore alimentare nel senso tradizionale del termine: non è un gestionale che sostituisce l’ERP, non impone un cambio di sistema e non richiede di ricominciare da zero. Aska è un framework di digitalizzazione modulare che si integra con i sistemi già in uso in azienda – ERP, CRM, sistemi di magazzino, piattaforme di vendita B2B – e aggiunge i processi che sono ancora fuori linea. Questo approccio è particolarmente rilevante per le aziende del settore alimentare che hanno già investito in infrastrutture IT e non intendono dismettere gli strumenti funzionanti.

Il modulo di tracciabilità di Aska dialoga con il gestionale esistente attraverso integrazioni configurabili, importa i dati di magazzino e produzione già presenti nel sistema, e aggiunge il livello di controllo e documentazione che i requisiti normativi richiedono. La modularità di Aska significa anche che l’implementazione può essere progressiva: si parte dalla tracciabilità dei lotti in ingresso e uscita, si aggiunge la gestione delle lavorazioni intermedie, poi la gestione delle non conformità, poi i mock recall automatizzati. Ogni modulo aggiunto estende le capacità del sistema senza richiedere una riconfigurazione dell’intera infrastruttura.

Cosa rende Aska adatto alle aziende con certificazioni qualità

Le aziende che hanno conseguito certificazioni come ISO 22000 o standard come BRC e IFS hanno già sviluppato una cultura della qualità documentata e verificabile. Questo è esattamente il contesto in cui un sistema come Aska lavora meglio: non deve creare la cultura della tracciabilità, ma digitalizzarla e renderla sostenibile nel tempo.

Le procedure già definite – i piani HACCP, le istruzioni operative, i moduli di registrazione – vengono incorporate nel sistema digitale come workflow guidati, che accompagnano gli operatori nelle registrazioni richieste senza lasciare spazio a dimenticanze o errori di compilazione. Il sistema registra chi ha inserito i dati, quando e da quale postazione, creando un audit trail completo che soddisfa i requisiti di tracciabilità documentale richiesti dagli standard. Per le aziende che si trovano in fase di rinnovo o di prima certificazione, implementare Aska prima dell’audit può fare la differenza: dimostrare al certificatore che la rintracciabilità è gestita con un sistema digitale strutturato – con log automatici, mock recall verificabili e report pronti in tempo reale – è un elemento di vantaggio che riduce significativamente il rischio di rilievi e non conformità in sede di audit.

 

Integrazione con ERP e sistemi di magazzino esistenti

Uno dei principali ostacoli all’adozione di software di tracciabilità nelle PMI alimentari è la preoccupazione di dover sostituire o affiancare sistemi già funzionanti con costi e tempi di implementazione elevati. Aska affronta questo problema alla radice: la piattaforma è progettata per integrarsi con i sistemi già attivi in azienda, che siano ERP generalisti, gestionali di magazzino o sistemi di fatturazione elettronica. L’integrazione avviene attraverso connettori configurabili che importano i dati di produzione, magazzino e vendita già presenti nei sistemi esistenti, eliminando la necessità di doppia registrazione e riducendo il rischio di disallineamento tra sistemi. I dati di tracciabilità generati da Aska sono disponibili in tempo reale per tutti i reparti coinvolti – qualità, produzione, logistica, commerciale – attraverso dashboard configurabili e report esportabili.

I passi concreti per digitalizzare la tracciabilità dei lotti

Come valutare il livello di maturità del tuo sistema attuale

Prima di scegliere qualsiasi soluzione software, è utile fare un’analisi onesta del sistema di tracciabilità attualmente in uso. Non si tratta di un audit formale, ma di una serie di domande pratiche che permettono di capire dove si trovano i punti deboli e quali processi hanno priorità di digitalizzazione.

Le domande da porsi riguardano la completezza delle informazioni registrate – ogni lotto ricevuto viene registrato con tutti i dati richiesti dalla normativa? – la velocità di risposta – quanto tempo ci vuole per ricostruire la storia di un lotto specifico? – la coerenza delle informazioni tra reparti diversi – i dati di magazzino coincidono con quelli di produzione e con i DDT di spedizione? – e la gestione degli alert – chi si accorge di un prodotto in scadenza, e come? Le risposte a queste domande identificano le aree di intervento prioritarie e permettono di definire un percorso di digitalizzazione progressivo e sostenibile, che non richiede di cambiare tutto subito ma di partire dai processi a maggior rischio di non conformità.

Il processo di implementazione di un software di tracciabilità

L’implementazione di un sistema di tracciabilità digitale in un’azienda alimentare non è un progetto che si completa in una settimana, ma non è nemmeno il progetto pluriennale che molti temono. Con un framework modulare come Aska, il percorso tipico si articola in fasi logiche che permettono di avere risultati concreti in tempi ragionevoli. La prima fase è la mappatura dei processi: si identificano i flussi di materiali dall’ingresso delle materie prime alla spedizione, si definiscono i lotti e le loro caratteristiche, si verificano le integrazioni necessarie con i sistemi esistenti.

Questa fase è essenziale per configurare il sistema in modo aderente alla realtà operativa dell’azienda, non a un modello teorico. La seconda fase è la configurazione e il popolamento del sistema: si importano i dati esistenti (anagrafica prodotti, fornitori, clienti), si configurano i workflow di registrazione, si impostano le regole di gestione delle scadenze e gli alert. La terza fase è la formazione degli operatori e il go-live progressivo, che inizia dai processi più critici e si estende agli altri nel tempo. La quarta fase è il consolidamento e l’ottimizzazione, con i primi mock recall simulati e la verifica dell’efficacia del sistema.

Quanto costa non avere un sistema di tracciabilità digitale

La domanda sul costo di un software di tracciabilità è legittima, ma va messa a confronto con il costo di non averlo. I costi visibili di una gestione manuale inadeguata includono le sanzioni previste dal Regolamento CE 178/2002 per mancata o insufficiente tracciabilità, che possono arrivare fino alla sospensione dell’attività produttiva.

Ma i costi più rilevanti sono spesso quelli nascosti. Il costo di un ritiro prodotto non gestito in modo tempestivo – in termini di prodotto ritirato, costi logistici, comunicazione ai clienti e alle autorità – è significativamente più alto quando il sistema di tracciabilità è manuale e richiede giorni invece di ore per ricostruire la catena dei lotti coinvolti. Il costo di un audit di rinnovo ISO 22000 con rilievi sulla tracciabilità – con il rischio di sospensione o revoca della certificazione – impatta direttamente sul posizionamento commerciale dell’azienda, soprattutto nei rapporti con la GDO e con i clienti che richiedono la certificazione come requisito contrattuale. Meno visibile ma ugualmente rilevante è il costo del tempo: le ore che il responsabile qualità, il magazziniere o l’amministrativo dedicano ogni settimana alla gestione manuale della tracciabilità sono ore sottratte ad attività a più alto valore aggiunto. In una PMI alimentare, questo costo si accumula nel tempo e raramente viene misurato con precisione.

 

Elenco delle funzionalità chiave di un software di tracciabilità alimentare

Per facilitare la valutazione e il confronto tra soluzioni, riportiamo le funzionalità che un sistema digitale di tracciabilità alimentare deve obbligatoriamente includere per essere conforme ai requisiti di ISO 22000 e HACCP e per rispondere alle esigenze operative di un’azienda di produzione o distribuzione alimentare:

  • 1. Identificazione univoca di ogni lotto in ogni fase (materie prime, semilavorati, prodotti finiti)
  • 2. Registrazione completa dei movimenti di magazzino per lotto (entrata, lavorazione, uscita)
  • 3. Gestione delle date di scadenza e shelf life con logica FEFO
  • 4. Alert automatici su scadenze imminenti, configurabili per tipologia di prodotto
  • 5. Gestione delle schede tecniche di prodotto con versioning e controllo modifiche
  • 6. Workflow di gestione non conformità collegato ai lotti coinvolti
  • 7. Procedura di ritiro/richiamo prodotti (recall) con report automatico dei clienti destinatari
  • 8. Mock recall simulabile in tempo reale con generazione automatica della documentazione
  • 9. Audit trail completo con registro delle operazioni, utenti e timestamp
  • 10. Integrazione con ERP, sistemi di magazzino e piattaforme di fatturazione esistenti
  • 11. Report e dashboard configurabili per reparto (qualità, produzione, logistica)
  • 12. Esportazione della documentazione in formato strutturato per audit e ispezioni

FAQ – Domande Frequenti sulla tracciabilità dei lotti alimentari

Cos’è la tracciabilità dei lotti nel settore alimentare?

La tracciabilità dei lotti alimentari è la capacità di ricostruire la storia di un prodotto alimentare in ogni fase della sua catena produttiva e distributiva: dall’origine delle materie prime alla produzione, fino alla consegna al cliente finale. Il lotto è l’unità di riferimento: un insieme di prodotti fabbricati o confezionati in condizioni praticamente identiche, identificato da un codice univoco. La tracciabilità permette di isolare rapidamente i prodotti coinvolti in caso di non conformità o rischio per la sicurezza alimentare, limitando i danni e garantendo una risposta tempestiva alle autorità e ai consumatori.

Cosa prevede la ISO 22000 sulla rintracciabilità?

La ISO 22000 richiede che l’organizzazione stabilisca e applichi un sistema di rintracciabilità in grado di identificare i lotti di prodotto finito e la loro relazione con le materie prime acquistate, i processi di lavorazione e le registrazioni di consegna. La norma richiede anche la verifica periodica dell’efficacia del sistema attraverso prove di rintracciabilità (mock recall), con documentazione dei risultati. Non specifica il mezzo – cartaceo o digitale – ma richiede che il sistema sia efficace, verificabile e in grado di rispondere entro i tempi definiti nel piano di rintracciabilità dell’organizzazione.

Posso gestire la tracciabilità alimentare con Excel?

Tecnicamente, un sistema Excel ben strutturato può soddisfare i requisiti minimi di legge se gestito con rigore. In pratica, emergono rapidamente problemi di coerenza dei dati tra file diversi, errori di compilazione, difficoltà di aggiornamento in tempo reale e lentezza nella ricostruzione della catena di tracciabilità durante un’ispezione o un recall. Le aziende con molte referenze, fornitori multipli e volumi significativi trovano che il sistema Excel diventi ingestibile oltre una certa soglia di complessità. Per le aziende con certificazione ISO 22000, la gestione su Excel espone al rischio di rilievi durante i mock recall, dove i tempi di risposta sono verificati concretamente.

Qual è la differenza tra tracciabilità e rintracciabilità?

La tracciabilità è la capacità di seguire il percorso di un prodotto verso il basso, dalla materia prima al prodotto finito e alla distribuzione – una direzione “in avanti”. La rintracciabilità è il percorso inverso: a partire da un prodotto finito o da un lotto distribuito, risalire alle materie prime e ai processi che l’hanno generato. Un sistema di rintracciabilità completo deve coprire entrambe le direzioni: dato un lotto di materia prima, identificare tutti i prodotti finiti generati; dato un prodotto finito o un lotto distribuito, risalire a tutte le materie prime e i processi coinvolti.

Cosa succede durante un’ispezione ASL o NAS sulla tracciabilità?

Durante un’ispezione, il personale autorizzato può richiedere la documentazione di tracciabilità relativa a specifici lotti. Può chiedere di dimostrare la provenienza di una materia prima, di identificare a quali clienti è stato consegnato un lotto di prodotto finito, di verificare la coerenza tra i registri di produzione e quelli di magazzino e spedizione. Se la documentazione non è reperibile in tempi brevi, incompleta o incoerente, si apre una procedura di verifica approfondita. Un sistema digitale risponde a queste richieste in pochi minuti con un report completo; un sistema manuale può richiedere ore e generare incongruenze difficili da giustificare.

Come si gestisce un richiamo prodotto (recall) alimentare?

La gestione di un recall inizia con l’identificazione del lotto non conforme o sospetto e l’immediato blocco delle scorte ancora presenti in magazzino. Si identificano poi tutti i prodotti finiti che includono quel lotto di materia prima e tutti i clienti destinatari con le relative quantità e date di consegna. Si avvia la comunicazione urgente ai clienti con la richiesta di blocco e restituzione, e si notifica l’autorità sanitaria competente con la documentazione richiesta. Con un sistema digitale, l’identificazione dei prodotti coinvolti e dei clienti destinatari è automatica; con un sistema manuale, può richiedere ore o giorni, con impatto diretto sull’efficacia del ritiro e sulla responsabilità dell’azienda.

Quanto tempo ci vuole per implementare un software di tracciabilità alimentare?

I tempi di implementazione dipendono dalla complessità dell’azienda, dal numero di referenze, dalla presenza di sistemi esistenti da integrare e dall’approccio scelto. Con un framework modulare come Aska, è possibile avere un sistema base operativo in poche settimane, partendo dai processi più critici – tracciabilità lotti in ingresso e uscita, gestione scadenze – e aggiungendo progressivamente gli altri moduli. Un’implementazione completa in una PMI alimentare di medie dimensioni richiede tipicamente due-quattro mesi, inclusa la formazione degli operatori e i test di verifica.

 

Susanna Barilli

Susanna, Project Manager in Antha e da sempre con le mani in pasta nella comunicazione aziendale, digitale e non. Amo leggere, i cavalli, il bosco, i miei bambini. Non necessariamente in quest'ordine.

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