Tipi di Software: Una Guida Completa Spiegata per Tutti

da | Ago 5, 2025 | Sviluppo Software

Ogni giorno interagiamo con decine di software diversi, spesso senza nemmeno rendercene conto. Dal momento in cui sblocchiamo lo smartphone al mattino fino a quando chiudiamo il laptop la sera, il software è l’intelligenza invisibile che anima la tecnologia moderna. Ma cos’è esattamente? In termini semplici, se l’Hardware è la parte fisica di un dispositivo (lo schermo, la tastiera, i circuiti), il Software è l’insieme di tutte le istruzioni, i dati e i programmi che dicono all’hardware cosa fare e come farlo. È il motore che fa funzionare il computer, il cervello dietro l’applicazione. Capire le diverse tipologie di software non è un esercizio solo per tecnici o sviluppatori. È fondamentale per chiunque utilizzi la tecnologia, e in particolare per imprenditori e professionisti che devono scegliere gli strumenti giusti per far crescere la propria attività. Confondere un sistema operativo con un’applicazione o un software “in cloud” con uno “on-premise” può portare a decisioni strategiche poco efficaci. In questa guida completa, analizzeremo le principali categorie di software in modo chiaro e accessibile. Partiremo dalla distinzione fondamentale tra software che fanno funzionare la macchina e software che usiamo noi attivamente, esploreremo come vengono creati e distribuiti, e infine vedremo come queste categorie si applicano al mondo aziendale, per aiutarti a navigare un panorama tecnologico in continua evoluzione.

La Distinzione Fondamentale: Software di Base vs. Software Applicativo

L’universo del software, per quanto vasto, poggia su una distinzione principale che è essenziale per capire tutto il resto. Immagina un teatro: c’è un palco, ci sono le luci, le quinte, gli impianti audio e gli addetti ai lavori che fanno funzionare tutto dietro le scene. Questo è il Software di Base (o di Sistema). Poi ci sono gli attori, che salgono sul palco per recitare una commedia o un dramma, interagendo direttamente con il pubblico. Questo è il Software Applicativo. Il software di base, quindi, ha il compito di gestire le risorse fondamentali del dispositivo (la memoria, il processore, le periferiche) e di fornire una piattaforma stabile su cui gli altri programmi possono operare. È l’intermediario essenziale tra l’hardware fisico e i programmi che l’utente vuole utilizzare. Nella maggior parte dei casi, non interagiamo direttamente con esso; lavora silenziosamente in background, assicurandosi che tutto funzioni come dovrebbe. Il software applicativo, al contrario, è progettato specificamente per svolgere un compito per l’utente. È il motivo per cui accendiamo un computer o uno smartphone: per scrivere un documento, navigare su Internet, modificare una foto o gestire la contabilità aziendale. Questi programmi “applicano” la potenza del computer a un problema specifico o a un’attività dell’utente. Senza il software di base non potrebbero nemmeno avviarsi, ma senza il software applicativo il computer sarebbe una scatola inerte e inutilizzabile per scopi pratici.

1. Software di Base (o di Sistema): Il Motore Nascosto

Il software di base, o software di sistema, è il fondamento su cui poggia l’intera esperienza informatica. È l’insieme di programmi indispensabili che gestiscono e controllano l’hardware del computer e forniscono i servizi essenziali agli altri software. Possiamo pensarlo come il sistema operativo di un edificio: include le fondamenta, l’impianto elettrico, l’impianto idraulico. Non sono le stanze in cui viviamo (quelle sono le applicazioni), ma senza di essi l’edificio non starebbe in piedi e non sarebbe funzionale. La sua funzione primaria è quella di agire come un traduttore e un gestore. Traduce i comandi complessi dei programmi applicativi in istruzioni semplici che l’hardware (il processore, il disco rigido) può capire. Gestisce le risorse, assicurandosi che più programmi possano funzionare contemporaneamente senza entrare in conflitto, allocando la giusta quantità di memoria (RAM) a ciascuno e gestendo l’accesso ai file sul disco. È il primo software che si avvia quando accendiamo il dispositivo e l’ultimo a spegnersi. Sebbene lavori principalmente dietro le quinte, la sua presenza è vitale. Determina la stabilità, la sicurezza e la compatibilità dell’intero sistema. Un software di base ben progettato rende il dispositivo veloce e affidabile, mentre uno difettoso può causare crash, lentezza e vulnerabilità di sicurezza.

Esempi Chiave di Software di Base

Per rendere concreto questo concetto, ecco le tipologie più comuni di software di sistema che usiamo tutti, anche senza saperlo:

  • Sistemi Operativi (SO): Questo è l’esempio più importante e conosciuto. Il sistema operativo è il “capo” di tutti i software di base. Gestisce l’hardware, l’avvio del sistema, l’interfaccia utente (le finestre, le icone, il mouse) e l’esecuzione di tutti i software applicativi. Esempi noti includono Microsoft Windows, Apple macOS (per computer), Linux (spesso usato per server e da utenti avanzati), Google Android e Apple iOS (per dispositivi mobili).
  • Driver: I driver sono piccoli programmi specializzati che permettono al sistema operativo di comunicare con uno specifico pezzo di hardware. Quando colleghi una nuova stampante, una scheda video o una webcam, il tuo computer ha bisogno del driver corretto per sapere come parlare a quel dispositivo. Sono i manuali di istruzioni specifici per ogni componente.
  • Firmware: Questo è un tipo speciale di software “incorporato” direttamente nell’hardware stesso, spesso su chip di memoria dedicati. Il BIOS o UEFI di un computer, che gestisce l’avvio prima ancora che il sistema operativo si carichi, è un esempio di firmware. Anche il software che controlla un televisore, una lavatrice o un router Wi-Fi è considerato firmware.

2. Software Applicativo: Gli Strumenti che Usiamo Ogni Giorno

Il software applicativo è la categoria con cui abbiamo più familiarità. Si tratta di qualsiasi programma o app progettato per aiutare l’utente a eseguire un’attività specifica, che sia legata alla produttività, alla creatività, alla comunicazione o all’intrattenimento. Ritornando alla metafora del teatro, se il software di base è l’intera infrastruttura scenica, i software applicativi sono i singoli attori, ognuno con un ruolo preciso: c’è l’attore che fa ridere, quello che recita un monologo drammatico, e quello che canta. Questi programmi dipendono dal software di base (il sistema operativo) per funzionare. Non possono avviarsi da soli, ma utilizzano le risorse (memoria, processore) che il sistema operativo mette loro a disposizione. L’universo dei software applicativi è incredibilmente vasto e in continua espansione, coprendo qualsiasi esigenza immaginabile, dal semplice blocco note per scrivere una lista della spesa a complessi programmi di ingegneria per progettare ponti. Quando pensiamo di “usare il computer” o “usare lo smartphone”, stiamo quasi sempre parlando di interagire con un software applicativo. La loro qualità si misura in base alla loro efficacia nel risolvere un problema (user experience), alla loro velocità e all’intuitività dell’interfaccia.

Esempi Comuni di Software Applicativo

Possiamo raggruppare i software applicativi in innumerevoli sottocategorie, ma ecco alcune delle più riconoscibili:

  • Software di Produttività: Questa è forse la categoria più utilizzata in ambito lavorativo e di studio. Include programmi per la creazione e modifica di documenti.
    • Elaboratori di testi: Microsoft Word, Google Docs.
    • Fogli di calcolo: Microsoft Excel, Google Sheets.
    • Software per presentazioni: Microsoft PowerPoint, Google Slides.
  • Browser Web: Sono applicazioni essenziali per accedere e navigare in Internet. Esempi principali sono Google Chrome, Mozilla Firefox, Apple Safari e Microsoft Edge.
  • App di Comunicazione: Programmi progettati per metterci in contatto con altre persone. Includono client di posta elettronica (Outlook, Gmail), app di messaggistica istantanea (WhatsApp, Telegram) e piattaforme di videoconferenza (Zoom, Microsoft Teams).
  • Software Gestionali (ERP/CRM): Applicazioni complesse usate dalle aziende per gestire le operazioni quotidiane, come la contabilità, la fatturazione, la gestione dei clienti (CRM) e il magazzino.
  • Software Grafico e Creativo: Strumenti per la creazione di contenuti visivi, come Adobe Photoshop (fotoritocco), Adobe Illustrator (grafica vettoriale) o AutoCAD (disegno tecnico).

Oltre la Base: Il Software di Programmazione

Accanto alle due categorie principali (di base e applicativo), esiste una terza tipologia fondamentale che agisce da ponte tra le due: il software di programmazione (o software di sviluppo). Se il software di base è il motore e il software applicativo è il veicolo che guidiamo, il software di programmazione è l’officina e gli attrezzi specializzati usati dai meccanici e dagli ingegneri per costruire e riparare sia il motore che il veicolo. Questa categoria comprende tutti gli strumenti che sviluppatori e ingegneri informatici utilizzano per scrivere, testare, e “tradurre” il codice sorgente (scritto in un linguaggio comprensibile all’uomo, come Python, Java o C++) in un linguaggio macchina eseguibile che il computer possa capire (il software di base e applicativo finito). Senza software di programmazione, semplicemente, non esisterebbe nessun altro software. Questi strumenti sono raramente utilizzati dall’utente finale, ma sono il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica. Permettono la creazione di nuove app, l’aggiornamento dei sistemi operativi e la correzione di bug. Sono la fucina creativa dell’intero ecosistema digitale.

A Cosa Servono gli Strumenti di Sviluppo?

Gli strumenti di sviluppo non sono quasi mai un singolo programma, ma piuttosto un insieme di software che lavorano in sinergia. Un ambiente di sviluppo completo (spesso chiamato IDE, Integrated Development Environment) raggruppa diverse funzioni essenziali per rendere la vita del programmatore più efficiente. Questi strumenti includono:

  • Editor di Codice Sorgente: Sono editor di testo avanzati, simili a un blocco note ma con funzionalità specifiche per la scrittura di codice, come l’evidenziazione della sintassi (colora il testo per renderlo più leggibile) e il completamento automatico.
  • Compilatori e Interpreti: Sono i “traduttori”. Un compilatore prende l’intero codice scritto dal programmatore e lo traduce tutto in una volta in un file eseguibile (linguaggio macchina). Un interprete, invece, legge e traduce il codice istruzione per istruzione, riga per riga, ogni volta che il programma viene eseguito.
  • Debugger: Sono strumenti diagnostici essenziali. Aiutano lo sviluppatore a trovare e correggere gli errori (chiamati “bug”) nel codice, permettendo di eseguire il programma passo dopo passo e ispezionare cosa sta succedendo “sotto il cofano”.

In sintesi, mentre il software di base e applicativo eseguono compiti, il software di programmazione crea la capacità di eseguire quei compiti.

Come si Distribuisce il Software? Le Differenze Chiave per Utenti e Aziende

Oltre a cosa fa un software, nel mondo moderno è diventato altrettanto importante capire come quel software ci viene consegnato e come lo utilizziamo. Fino a pochi anni fa, l’unico modo per ottenere un software era acquistare una scatola con un CD-ROM o scaricare un file di installazione. Oggi, il panorama è molto più variegato e questa distinzione ha implicazioni enormi, specialmente per le aziende, in termini di costi, manutenzione e flessibilità. Le due modalità principali di distribuzione e utilizzo del software oggi sono “On-Premise” (ovvero installato in loco) e “in Cloud” (noto anche come SaaS – Software as a Service). Capire questa differenza è cruciale per scegliere la soluzione tecnologica giusta per le proprie esigenze, sia personali che professionali. Non si tratta solo di una scelta tecnica, ma di un vero e proprio modello di business e operativo.

Software On-Premise (Tradizionale)

Il software “On-Premise” (letteralmente “presso la sede”) è il modello tradizionale. In questo scenario, l’utente o l’azienda acquista una licenza (a volte una tantum, a volte annuale) per utilizzare il software e lo installa fisicamente sui propri computer o sui propri server aziendali. Tutta la gestione, la manutenzione, gli aggiornamenti e la sicurezza dei dati sono responsabilità diretta di chi lo ha acquistato. Un classico esempio è l’acquisto della vecchia suite Microsoft Office: si comprava il pacchetto, lo si installava sul PC e rimaneva lì. Per un’azienda, questo significa avere un server dedicato in ufficio su cui gira, ad esempio, il software di contabilità. Il vantaggio principale è il controllo totale: i dati rimangono all’interno dell’azienda e il software non dipende da una connessione Internet per funzionare. Lo svantaggio, tuttavia, è il costo iniziale (spesso elevato), la complessità della manutenzione (servono tecnici specializzati) e la rigidità: gli aggiornamenti sono complessi e l’accesso è limitato ai dispositivi su cui è installato.

Software in Cloud (SaaS – Software as a Service)

Il “Software as a Service” (SaaS), o più genericamente “software in Cloud”, ha rivoluzionato completamente il mercato. In questo modello, il software non si acquista e non si installa. Si paga un abbonamento (solitamente mensile o annuale) per accedere al software, che risiede sui server del fornitore ed è accessibile tramite Internet, solitamente attraverso un semplice browser web. Esempi che usiamo tutti i giorni sono Gmail, Netflix, o Google Workspace. Per le aziende, questo modello è diventato dominante. I vantaggi sono enormi: nessun costo iniziale di infrastruttura (non servono server potenti), manutenzione e aggiornamenti sono completamente gestiti dal fornitore (si ha sempre l’ultima versione senza fare nulla) e l’accesso è universale. Si può usare il software da qualsiasi dispositivo (PC, tablet, smartphone) e da qualsiasi luogo, basta una connessione Internet. Questo aumenta esponenzialmente la flessibilità e la scalabilità: si paga solo per ciò che si usa. Lo svantaggio è la dipendenza dalla connettività e il fatto che i dati risiedono presso il fornitore (sebbene i moderni standard di sicurezza rendano questa una preoccupazione più teorica che pratica).

Una Classificazione Importante: Software Proprietario vs. Open Source

Un’altra distinzione fondamentale, che riguarda più la filosofia di sviluppo e la licenza d’uso che non la funzione tecnica, è quella tra software proprietario e software open source. Questa differenza definisce i diritti dell’utente sul software: cosa può farci, se può vederne il “codice sorgente” (le istruzioni originali scritte dai programmatori) e se può modificarlo o distribuirlo. Il software proprietario è come un’auto con il cofano sigillato: puoi guidarla, ma non puoi aprirla per vedere come funziona il motore o provare a modificarlo. L’open source è come un’auto venduta con i progetti completi del motore e la libertà di modificarla, migliorarla o ripararla da soli, a patto di condividere le eventuali migliorie con gli altri. Entrambi i modelli hanno un ruolo cruciale nel mercato e presentano vantaggi e svantaggi a seconda del contesto.

Software Proprietario (o “Closed Source”)

Il software proprietario (o “Closed Source”, a codice chiuso) è un software protetto da copyright e licenza restrittiva. L’azienda che lo produce (la software house) mantiene la proprietà intellettuale esclusiva sul codice sorgente, che non viene reso pubblico. L’utente non acquista il software, ma acquista una licenza per utilizzarlo secondo i termini stabiliti dal produttore. È vietato copiare, modificare o redistribuire il software. Questo è il modello di business più tradizionale. La maggior parte dei software commerciali più famosi rientra in questa categoria.

  • Esempi: Microsoft Windows, Microsoft Office, Adobe Photoshop, macOS di Apple e la maggior parte dei videogiochi.
  • Vantaggi: Solitamente offre un supporto clienti dedicato, un’esperienza utente (UI) molto curata e una chiara responsabilità (se qualcosa non va, si sa chi contattare).
  • Svantaggi: Costi di licenza, scarsa flessibilità (non si può adattare alle proprie esigenze specifiche) e il cosiddetto “vendor lock-in” (diventare dipendenti da un unico fornitore).

Software Open Source

Il software Open Source (a codice sorgente aperto) si basa su una filosofia opposta. Il codice sorgente viene reso pubblicamente disponibile e la licenza d’uso permette esplicitamente agli utenti non solo di usare il software gratuitamente, ma anche di studiare il codice, modificarlo, migliorarlo e distribuire le proprie versioni. Si basa su un modello di sviluppo collaborativo, spesso portato avanti da una community globale di sviluppatori. Attenzione a non confondere “open source” con “gratuito” (freeware). Sebbene molto software open source sia gratuito, il valore sta nella libertà del codice, non nell’assenza di costo.

  • Esempi: Il sistema operativo Linux, il browser web Mozilla Firefox, il server web Apache, il database MySQL e molti sistemi gestionali.
  • Vantaggi: Flessibilità e personalizzazione estreme, costi di licenza spesso nulli, trasparenza (chiunque può controllare il codice per falle di sicurezza) e nessuna dipendenza da un singolo fornitore.
  • Svantaggi: Il supporto può dipendere dalla community (forum, ecc.) e non da un team dedicato (a meno che non si acquisti supporto commerciale da un’azienda specializzata), e può richiedere competenze tecniche maggiori per l’installazione e la configurazione.

Quale Software Serve alla Tua Azienda? Capire i Software Gestionali (ERP)

Dopo aver esplorato le macro-categorie (di base vs. applicativo) e i modelli di distribuzione (on-premise vs. cloud), è il momento di applicare queste conoscenze a uno degli ambiti più critici per qualsiasi impresa: il software gestionale. Per un’azienda, specialmente una Piccola e Media Impresa (PMI), scegliere il software giusto non è un dettaglio tecnico, è una decisione strategica che impatta direttamente sull’efficienza, sulla produttività e sulla capacità di crescere. I software gestionali rientrano nella categoria dei software applicativi, in quanto sono progettati per uno scopo preciso: aiutare l’azienda a svolgere i suoi compiti. Ma non sono applicazioni semplici come un elaboratore di testi; sono sistemi complessi che mirano a integrare e ottimizzare diverse funzioni aziendali in un unico posto. Capire cosa sono e come i moderni modelli in cloud (SaaS) li abbiano trasformati è il primo passo per digitalizzare la propria attività in modo efficace.

Cos’è un Software Gestionale (ERP)?

Un software gestionale, nel suo termine più completo ERP (Enterprise Resource Planning), è un sistema applicativo progettato per essere il “cervello” operativo di un’azienda. Invece di utilizzare tanti programmi separati e scollegati tra loro (uno per la fatturazione, uno per il magazzino, un foglio Excel per gli ordini, un altro per la contabilità), un gestionale ERP integra tutti questi processi in un unico database e un’unica interfaccia. Questo significa che quando viene venduto un prodotto, il software registra automaticamente la vendita, aggiorna la contabilità, scala l’articolo dal magazzino, genera la fattura elettronica e magari crea un promemoria per il riordino al fornitore. Tutto in un’unica operazione. Questo elimina gli errori manuali, evita la duplicazione dei dati e fornisce all’imprenditore una visione chiara e in tempo reale di cosa sta succedendo nella sua azienda. Un gestionale può coprire aree come:

  • Contabilità e Finanza
  • Fatturazione Elettronica
  • Gestione del Magazzino
  • Gestione degli Acquisti e delle Vendite
  • Gestione della Produzione
  • Gestione delle Relazioni con i Clienti (CRM)

Il Vantaggio di un Gestionale Moderno in Cloud

Per decenni, i software gestionali (ERP) sono stati appannaggio delle grandi aziende. Erano software on-premise estremamente costosi, che richiedevano server dedicati, licenze costose e mesi di consulenza per l’installazione. Erano rigidi, complessi da aggiornare e impossibili da usare fuori dall’ufficio. Questo modello tradizionale ha sempre rappresentato un ostacolo enorme per le PMI, che pur avendo bisogno di organizzazione, non potevano permettersi tali investimenti. Oggi, la rivoluzione del cloud (SaaS) ha cambiato completamente le regole del gioco. Un software gestionale moderno, come la piattaforma Antha che sviluppiamo in Aska, è fornito come servizio (SaaS). Questo significa che le PMI possono accedere a strumenti potenti, prima riservati alle multinazionali, con un semplice abbonamento mensile. Non c’è nulla da installare, nessun server da acquistare. Tutto funziona tramite browser, è accessibile da qualsiasi luogo (basta Internet) e gli aggiornamenti (come quelli normativi per la Fatturazione Elettronica) sono automatici e inclusi. Questo modello trasforma un costo capitale enorme in un costo operativo flessibile, permettendo alle aziende di concentrarsi sul loro business, non sulla manutenzione dell’IT.

Domande Frequenti (FAQ) sui Tipi di Software

Questa guida ha coperto le principali classificazioni del software, ma è normale avere ancora qualche dubbio specifico. Abbiamo raccolto qui le domande più comuni che emergono quando si cerca di fare ordine in questo mondo, per fornire risposte chiare e dirette.

Quali sono i 3 tipi principali di software?

Sebbene le classificazioni possano variare, la suddivisione più comune e universalmente accettata identifica tre categorie principali:

  • Software di Base (o di Sistema): È il software fondamentale che fa funzionare l’hardware e il sistema stesso, come i sistemi operativi (Windows, macOS), i driver e il firmware.
  • Software Applicativo: È il software che l’utente utilizza per compiere un’attività specifica. Include tutto, dai browser web (Chrome) e programmi di produttività (Office) fino ai software gestionali (ERP) e alle app sullo smartphone.
  • Software di Programmazione: Sono gli strumenti utilizzati dagli sviluppatori per creare, testare e mantenere tutti gli altri software (come editor di codice, compilatori e debugger).

Un’app è un software applicativo?

Assolutamente sì. Il termine “App” (abbreviazione di applicazione) è diventato estremamente popolare con l’avvento degli smartphone (iOS e Android) e dei loro “App Store”. Tuttavia, “App” è semplicemente un sinonimo moderno di “software applicativo”. Che si tratti di un programma complesso come Photoshop su un computer o di un gioco sul telefono, entrambi sono software applicativi perché sono progettati per svolgere un compito specifico per l’utente, e entrambi hanno bisogno di un software di base (un sistema operativo) per poter funzionare.

Windows (o macOS) è un software di base o applicativo?

Windows, macOS, Linux, Android e iOS sono gli esempi perfetti di software di base (o, più specificamente, di sistemi operativi). Il loro scopo non è svolgere un compito per l’utente (come scrivere un testo o navigare sul web), ma gestire l’intero dispositivo. Creano l’ambiente (il desktop, le finestre, la gestione della memoria) all’interno del quale i software applicativi (come Chrome, Word o Spotify) possono essere eseguiti. Senza un sistema operativo, il computer o lo smartphone non potrebbero nemmeno avviarsi.

Qual è la differenza tra Freeware e Open Source?

Questa è una confusione comune. I termini non sono intercambiabili.

  • Freeware (Software Gratuito): Si riferisce esclusivamente al prezzo. È un software proprietario (a codice chiuso) che il produttore decide di distribuire gratuitamente. Puoi usarlo senza pagare, ma non puoi vedere il codice sorgente, modificarlo o distribuirlo. (Esempi: Google Chrome, Adobe Acrobat Reader).
  • Open Source (Codice Aperto): Si riferisce alla licenza e alla libertà. Il codice sorgente è pubblico e chiunque può vederlo, modificarlo e distribuirlo. Molti software open source sono anche gratuiti (come Firefox o Linux), ma il punto chiave è la libertà del codice, non l’assenza di costo.

Conclusione: Il Software Giusto per lo Scopo Giusto

Comprendere i diversi tipi di software non è più un argomento riservato ai soli addetti ai lavori. In un mondo dove ogni azienda è, in una certa misura, un’azienda tecnologica, distinguere un software di base da uno applicativo, o un modello on-premise da uno in cloud, è una competenza strategica. Questa conoscenza permette di valutare gli strumenti a disposizione, di capire cosa è essenziale per far funzionare l’infrastruttura (software di base) e cosa è necessario per produrre valore (software applicativo). Per un professionista o un imprenditore, la scelta più critica ricade spesso sui software applicativi che gestiscono il cuore dell’attività. Scegliere un software gestionale obsoleto, installato su un vecchio server (on-premise), può creare colli di bottiglia, limitare l’accesso ai dati e aumentare i costi di manutenzione. Al contrario, adottare una soluzione moderna, flessibile e basata sul cloud (SaaS) significa dotare la propria azienda di uno strumento che cresce con essa, accessibile ovunque e sempre aggiornato. Questa non è solo una scelta tecnologica, ma una decisione di business che libera risorse e tempo da dedicare a ciò che conta davvero: i propri clienti.

Susanna Barilli

Susanna, Project Manager in Antha e da sempre con le mani in pasta nella comunicazione aziendale, digitale e non. Amo leggere, i cavalli, il bosco, i miei bambini. Non necessariamente in quest'ordine.

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