Costruire soluzioni custom utilizzando componenti pre-configurati è una metodologia di sviluppo software che permette di assemblare applicazioni aziendali complesse unendo moduli funzionali già testati e pronti all’uso, riducendo drasticamente la necessità di scrivere codice manuale per le funzioni standard. Questo approccio, spesso associato alle piattaforme Low-Code o allo sviluppo modulare, consente alle aziende di ottenere la flessibilità di un software su misura con la velocità e l’affidabilità di un prodotto pacchettizzato, focalizzando le risorse di sviluppo solo sulle logiche di business uniche e distintive.
L’evoluzione dello sviluppo: perché il “Codice da Zero” è sempre meno sostenibile
Per decenni, le aziende si sono trovate di fronte a un bivio paralizzante quando necessitavano di nuovi strumenti digitali: acquistare un software commerciale rigido e adattare i propri processi ad esso, oppure imbarcarsi in lunghi e costosi progetti di sviluppo su misura, scrivendo ogni singola riga di codice da zero.
Oggi, questo paradigma binario è diventato obsoleto e, in molti casi, rischioso per la competitività aziendale. Scrivere codice da zero per funzionalità standard (come sistemi di autenticazione, gestione documentale o dashboard di reporting) è un’attività che genera un enorme “debito tecnico” ancor prima del lancio del prodotto. Richiede team di sviluppatori senior, mesi di testing e una manutenzione continua per ogni singola libreria utilizzata.
In un mercato che richiede agilità estrema, il tempo impiegato per reinventare la ruota è tempo sottratto all’innovazione reale. Le moderne software house e i dipartimenti IT più evoluti hanno compreso che il valore non risiede nella scrittura sintattica del codice, ma nell’orchestrazione delle logiche di business.
L’approccio basato su componenti pre-configurati non significa rinunciare alla qualità o alla proprietà intellettuale; significa piuttosto adottare un’architettura intelligente dove le fondamenta sono solide e standardizzate, mentre l’architettura visibile rimane totalmente plasmabile sulle esigenze specifiche dell’azienda. È il passaggio dall’artigianato puro all’ingegneria industriale applicata al software.
Cosa sono realmente i Componenti Pre-Configurati (e cosa invece NON sono)
Quando parliamo di componenti pre-configurati nel contesto dello sviluppo di soluzioni custom, non ci riferiamo a semplici template grafici o a plugin limitati tipici dei Conten Management System.
Stiamo parlando di veri e propri “mattoni” funzionali di livello enterprise, progettati per essere assemblati all’interno di un ecosistema coerente. Un componente pre-configurato può essere un modulo complesso come un motore di workflow, un sistema di gestione delle anagrafiche, o un’interfaccia di integrazione API, che è stato già sviluppato, ottimizzato per le performance e blindato dal punto di vista della sicurezza informatica.
A differenza delle soluzioni “No-Code” destinate al mercato consumer, che spesso nascondono la complessità impedendo la personalizzazione profonda, i componenti utilizzati in piattaforme professionali (come quelle sviluppate da realtà come Antha) sono progettati per essere estesi.
Essi offrono una base solida che copre l’80% delle necessità standard di qualsiasi applicazione gestionale o web app, lasciando ai progettisti e agli sviluppatori la libertà totale di configurare il restante 20%, ovvero quella parte che rende il software unico e perfettamente aderente ai processi aziendali. Non sono “scatole chiuse”, ma acceleratori tecnologici. Immaginate di dover costruire un’auto: invece di fondere il metallo per creare ogni vite e bullone, partite da un telaio e un motore performanti, concentrandovi poi sull’assetto, sugli interni e sulle prestazioni specifiche per la gara che dovete correre.
I passaggi chiave per costruire una soluzione custom modulare
Creare un software utilizzando un approccio a componenti richiede un cambio di mentalità rispetto allo sviluppo tradizionale a cascata. Non si parte più dalla definizione delle tabelle del database, ma dalla mappatura dei processi di business. Il primo passo fondamentale è la decostruzione del bisogno. Invece di stilare una lista di funzionalità tecniche, si analizzano i flussi operativi dell’azienda per identificare quali aree possono essere coperte da moduli standard. Ad esempio, la gestione degli utenti, i log di sistema o le notifiche sono quasi sempre standardizzabili. Una volta isolati questi elementi, si procede alla selezione della piattaforma o del framework di componenti più adatto, valutando non solo la disponibilità dei moduli, ma la loro capacità di dialogare tra loro.
Successivamente, avviene la fase di orchestrazione e configurazione. Qui il “Low-Code” entra in gioco: attraverso interfacce visive o file di configurazione semplificati, si collegano i componenti scelti, definendo come i dati devono fluire da un modulo all’altro.È in questa fase che si costruisce la logica di business unica. Se il componente “Ordini” è standard, la regola che definisce quando un ordine passa in stato “Approvato” è specifica della vostra azienda e viene configurata sopra il componente base.
Infine, c’è la fase di estensione. Laddove il componente pre-configurato non arriva, si interviene con codice custom mirato (“High-Code”), creando integrazioni specifiche o interfacce utente altamente personalizzate. Questo processo iterativo permette di avere una prima versione del software funzionante (MVP) in settimane, non anni, con la possibilità di affinarlo costantemente basandosi sui feedback reali degli utenti.
Vantaggi competitivi dell’architettura a componenti
Adottare una strategia di sviluppo basata su componenti pre-configurati offre benefici che vanno ben oltre il semplice risparmio economico iniziale. Si tratta di vantaggi strutturali che impattano sulla longevità e sulla stabilità dell’azienda.
Ecco i principali vantaggi che rendono questo approccio superiore allo sviluppo tradizionale da zero:
- Drastica riduzione del Time-to-Market: Utilizzare blocchi pre-esistenti elimina migliaia di ore di sviluppo e debug. Le aziende possono lanciare nuovi prodotti digitali o strumenti interni in un lasso di tempo ridotto del 60-70%, reagendo ai cambiamenti del mercato prima della concorrenza.
- Affidabilità e Sicurezza intrinseca: Un componente pre-configurato utilizzato da centinaia di aziende è stato testato in scenari reali molto più di quanto potrebbe mai esserlo un codice scritto ex-novo per un singolo progetto. Bug, vulnerabilità e problemi di performance sono già stati risolti alla fonte.
- Manutenzione semplificata: Quando si aggiorna un componente alla base (ad esempio per una nuova normativa sulla privacy o un patch di sicurezza), l’aggiornamento si riflette sulla soluzione senza dover riscrivere il codice dell’applicativo. Questo riduce i costi operativi a lungo termine.
- Scalabilità immediata: Le architetture modulari moderne sono pensate per il cloud. I componenti sono progettati per gestire carichi di lavoro crescenti senza necessitare di una riscrittura dell’architettura sottostante quando l’azienda cresce.
- Focus sul Core Business: Il team IT o il partner tecnologico non deve disperdere energie su problemi tecnici banali, ma può concentrarsi esclusivamente sul tradurre le esigenze di business in funzionalità digitali.
Se state valutando come accelerare la vostra trasformazione digitale, potreste trovare interessante approfondire il nostro approccio nello sviluppo di software gestionali per la digitalizzazione dei processi aziendali, dove applichiamo quotidianamente questi principi.
Come le piattaforme come Aska ridefiniscono il concetto di “Custom”
Nel panorama delle soluzioni tecnologiche, esiste spesso il timore che utilizzare piattaforme di base significhi perdere la propria identità operativa o doversi accontentare di interfacce standardizzate. È qui che entrano in gioco soluzioni evolute come Aska. A differenza dei costruttori di app generici, Aska è stata progettata da Software House Antha con l’obiettivo specifico di servire aziende che necessitano di complessità e potenza, non solo di semplicità. La filosofia alla base di Aska è fornire un ecosistema di componenti pre-configurati che non impongono limiti alla creatività funzionale.
L’utilizzo di una piattaforma come Aska permette di superare il dilemma “Buy vs Build”.
Offre la robustezza di un ERP (grazie a moduli solidi per la gestione dati, permessi, reportistica) ma mantiene l’elasticità di un foglio bianco. Grazie a questo approccio, è possibile costruire CRM verticali, portali fornitori, o sistemi di gestione della produzione che sembrano e si comportano esattamente come software proprietari di altissimo profilo, ma realizzati con una frazione dello sforzo.
La differenza sostanziale sta nella qualità del codice generato e nell’architettura sottostante: non si tratta di “mascherare” un prodotto standard, ma di utilizzare una “fabbrica di software” che produce soluzioni su misura industriale. Questo garantisce che il software possa crescere ed evolversi negli anni, integrandosi perfettamente con l’ecosistema IT esistente dell’azienda senza creare silos di dati isolati.
Errori da evitare nella scelta dei componenti (Checklist per i CTO!)
Nonostante i vantaggi evidenti, l’approccio modulare nasconde delle insidie se non viene gestito con la dovuta competenza strategica. Scegliere i componenti sbagliati o la piattaforma errata può portare a risultati deludenti.
Ecco una lista critica degli errori più comuni da evitare assolutamente durante la fase di progettazione e selezione:
- Sottovalutare il Vendor Lock-in: Affidarsi a piattaforme proprietarie “chiuse” che non permettono di esportare i dati o che utilizzano linguaggi non standard può essere letale. È fondamentale scegliere soluzioni che garantiscano l’interoperabilità e la sovranità sui propri dati.
- Ignorare le capacità di integrazione: Un componente pre-configurato è utile solo se riesce a parlare con il resto dell’azienda (il vecchio ERP, il CRM, i sistemi di contabilità). Verificate sempre la presenza di API robuste e documentate prima di adottare qualsiasi modulo.
- Eccessiva frammentazione: Utilizzare troppi componenti provenienti da fornitori diversi senza una logica di orchestrazione centrale può creare un “Frankenstein” software difficile da mantenere. Meglio affidarsi a suite integrate o piattaforme uniche che offrono una libreria coerente di moduli.
- Trascurare la User Experience (UX): A volte, l’assemblaggio di componenti funzionali può portare a interfacce utente disomogenee e confuse. Assicuratevi che la piattaforma scelta permetta di uniformare il design system, garantendo un’esperienza utente fluida e professionale.
- Non pianificare la scalabilità dei costi: Alcuni modelli di licensing dei componenti possono diventare molto costosi all’aumentare degli utenti o dei volumi di dati. È essenziale proiettare i costi su un orizzonte di 3-5 anni.
FAQ: Domande Frequenti sulle Soluzioni a Componenti
È possibile migrare un vecchio software legacy usando componenti pre-configurati?
Assolutamente sì. Questo è uno dei casi d’uso più frequenti. Invece di riscrivere il vecchio sistema in un “big bang” rischioso, si può utilizzare un approccio incrementale (strangler pattern), sostituendo moduli del vecchio sistema con nuove applicazioni basate su componenti pre-configurati, fino alla completa dismissione del legacy.
Le soluzioni costruite in questo modo sono sicure?
Generalmente, sono più sicure del codice scritto da zero internamente. I componenti pre-configurati forniti da vendor autorevoli (come nel caso delle soluzioni basate su Aska) sono sottoposti a test di penetrazione e aggiornamenti di sicurezza costanti che una singola azienda difficilmente potrebbe sostenere per un software proprietario.
Ho bisogno di sviluppatori interni per gestire queste soluzioni?
Dipende dalla complessità. Per la manutenzione ordinaria e le configurazioni di base, spesso non è necessario un team di sviluppo hardcore, e il personale IT esistente può gestire la piattaforma. Tuttavia, per estensioni complesse e integrazioni strategiche, avere un partner tecnologico o sviluppatori che conoscono la logica della piattaforma è un valore aggiunto.
Quanto si risparmia realmente rispetto allo sviluppo custom tradizionale?
Le stime variano in base al progetto, ma mediamente si osserva una riduzione del costo di sviluppo iniziale tra il 40% e il 60%. Il risparmio più significativo, tuttavia, si registra nel lungo periodo, grazie ai minori costi di manutenzione correttiva e alla maggiore velocità nell’implementare nuove feature.




